
E se stanotte fossi soltanto il battito costante dei tacchi sulla strada prima di arrivare sulla calda moquette? O forse la linea sottile e rigida del taglio degli occhi coperto di un lieve blu sera per non sentire freddo. Se respirassi musica e confini che creano i lunghi contorni delle atmosfere giacendo fascinose nell'aria per incantare,avvolgere ed estenuare l'amarezza della fine...già il riflesso di diamanti taglia netto ogni possibilità di errore e giungo guardando il mio stesso sguardo che domina come creatore ma sempre più plasmato e sensibile al minimo percepir di cosa. Folgora, o folgora me piccolo bambino di una sera quell'incanto e gelido zaffiro e porpora avvolto dal mistero di ciò che si cela nella fioca luce di un comodo angolo...e le adagiate e pazienti sconosciute e il lento accavallar le gambe e un drink che poggia al nero legno privo di forma. Eclettismo della mente dona riviste di gossip all'ingenuo viaggiatore che nessuno vede e tienilo fra le tue larghe braccia così da poter scordar chi sono perchè ciò che importa è il nitido volere che tiene i gomiti stretti e il passo sicuro, il sorriso piacente e gli occhi attenti ma rilassati come a brillare del fascino cauto e cadenzato c'ognuno porta in se. Complice mio il flusso aperto di melodie da belle epoque di inizio millennio, coscente della mancanza del tempo e coperto dall'estasi di una città senza nome, il cui cuore batte dentro il mio petto, non curante di ogni istante passato solo adesso mi accorgo di quanto sia reale ogni più profondo sogno e di quanto la realtà porti con se il volo della notte alla quale spesso mi abbandono. Così, come il batter di ciglia, levai ogni ancora e proseguii verso me stesso...




C'era un tempo in cui qualcuno credeva di non essere immortale ma privo di vita.C'era un tempo in cui ogni cosa non serviva a nulla,dove non esistevano scopi o mezzi termini e niente portava a niente,le difficoltà non esistevano perchè non esisteva il significato della parola a portar con sè considerazioni e favole. E non si stava ne di qua ne di la ,forse nel leggittimo mondo di ognuno e nessuno riusciva a toccar niente...ogni cosa era ciò che doveva essere...nessuna patina buonista...nessuna lacrima perdonata...nessun peccato condannato...nessun rimorso conservato...quando vivi di notte e non sai che esiste il sole non possono chiamarti vampiro...quando "qualcuno" si scorda di te e tu sei un fottuto diciassettenne del cazzo non puoi far altro che vivere nelle tue stesse vene e passarti ogni tanto dentro tanto per capire cosa stai diventando...quando il fascino di "qualcun altro" ti inizia ad aprire dentro scopri che sei dove sei nel momento che pensi e che l'attimo non fugge e tantomeno esiste...the taste of metal disintegrator...ed esisti solo tu e l'anticoncezione dell'essere femminile...altro che misoginia...allori adesso in confronto o mie sognore,ma triste il resto...amaramente triste...e menomale che giravo stretto da casa...nessuno si offenda se dico di essere passato oltre...nessuno la prenda come una presa di posizione "religiosa" anzi...creai quel mondo per distruggerlo con le mie stesse mani...diventando schiavo del mio stesso mondo insorsi e finì tutto...qualcuno usa fare tatuaggi,altri piercing,altri ancora lo esprimono in modo diverso...il tagliando...ma a quei tempi a S.Gregorio non c'era proprio fila...che amici intangenzialiti! Si dice tanto che ognuno spinga la sua barca...spero di averla buttata in mare.













