
Teorie del doppio sconvolgono con potenza e sofferenza l'essere che entra nei cannoni della calda postmodernità preestiva disponendo gemini et gemini et gemini per un concetto forse di integrità ontologica autodeterminante. Espropri di radici natali,di affetti e culture,di passioni e vizi,di debolezze,di virtù e capacità mai più utilizzate...e tutto si incanala verso lunghe proiezioni filosofico-visionarie non accertate dal soggetto che non potendo ricevere risposta d'eco osserva il variare fenomenologico del proprio sè clinicamente dedito al mutamento...oltre l'altrui tocco di ioaltrui che provoca solo odio e inimicizia...tremendamente innamorato del dolce morire di ogni giorno e di ogni notte, di ogni rinuncia, di ogni brivido che scorre acido lungo gli arti e avvolge il collo...creando superbia pulita Euro5 ed il misero prostrarsi di fallite tempeste di lacrime e disperazione mutate in liberi abbracci alla vita frenetica che il tempo ci chiede...perchè la sera non sia sera ed il giorno non sia giorno perchè di ogni cosa al tempo venga mostrato il mezzo cosicchè io possa celargli il doppio...gettando via il passivo incedere di taccuini verbali di fine settimana...e non esista il sistema binario e la codifica a due cifre perchè la linea è il nostro punto...e non esista il sussurro, lo sguardo a metà, l'atto parziale ed il non calcolato.
Non esista il confronto perchè questo è superfluo, sia eliminato l'umano come indefinito evolversi dato da fruizioni che non siano fiscali alla personalità e all'esasperazione del positivo razionalreazionario...muoia agli occhi della modernità l'uomo che cerca sè stesso e non un prodotto fintocosmopolita e saccente...il senso della verità colpisce, uccide senza tregua e cartoline scritte con lingue sconosciute giungono da trascendenze metafisiche erratamente codificate con criteri da immanenza suburbana...medesimo oggetto, diverso soggetto, medesimo tempo, diverso specchio di misura, medesima potenza, opposta coerenza.
Nessuno scrive, nessuno ha parlato, nessuno muore e rinasce, soltanto il cadavere che ha abbandonato il tempo sta adesso guardando la linea da cui proviene e squisitamente ai loro occhi passando inosservato. La nobile pianta nasce, cresce e muore eppure il suo scopo non è il frutto ma il seme.
Non esista il confronto perchè questo è superfluo, sia eliminato l'umano come indefinito evolversi dato da fruizioni che non siano fiscali alla personalità e all'esasperazione del positivo razionalreazionario...muoia agli occhi della modernità l'uomo che cerca sè stesso e non un prodotto fintocosmopolita e saccente...il senso della verità colpisce, uccide senza tregua e cartoline scritte con lingue sconosciute giungono da trascendenze metafisiche erratamente codificate con criteri da immanenza suburbana...medesimo oggetto, diverso soggetto, medesimo tempo, diverso specchio di misura, medesima potenza, opposta coerenza.
Nessuno scrive, nessuno ha parlato, nessuno muore e rinasce, soltanto il cadavere che ha abbandonato il tempo sta adesso guardando la linea da cui proviene e squisitamente ai loro occhi passando inosservato. La nobile pianta nasce, cresce e muore eppure il suo scopo non è il frutto ma il seme.














C'era un tempo in cui qualcuno credeva di non essere immortale ma privo di vita.C'era un tempo in cui ogni cosa non serviva a nulla,dove non esistevano scopi o mezzi termini e niente portava a niente,le difficoltà non esistevano perchè non esisteva il significato della parola a portar con sè considerazioni e favole. E non si stava ne di qua ne di la ,forse nel leggittimo mondo di ognuno e nessuno riusciva a toccar niente...ogni cosa era ciò che doveva essere...nessuna patina buonista...nessuna lacrima perdonata...nessun peccato condannato...nessun rimorso conservato...quando vivi di notte e non sai che esiste il sole non possono chiamarti vampiro...quando "qualcuno" si scorda di te e tu sei un fottuto diciassettenne del cazzo non puoi far altro che vivere nelle tue stesse vene e passarti ogni tanto dentro tanto per capire cosa stai diventando...quando il fascino di "qualcun altro" ti inizia ad aprire dentro scopri che sei dove sei nel momento che pensi e che l'attimo non fugge e tantomeno esiste...the taste of metal disintegrator...ed esisti solo tu e l'anticoncezione dell'essere femminile...altro che misoginia...allori adesso in confronto o mie sognore,ma triste il resto...amaramente triste...e menomale che giravo stretto da casa...nessuno si offenda se dico di essere passato oltre...nessuno la prenda come una presa di posizione "religiosa" anzi...creai quel mondo per distruggerlo con le mie stesse mani...diventando schiavo del mio stesso mondo insorsi e finì tutto...qualcuno usa fare tatuaggi,altri piercing,altri ancora lo esprimono in modo diverso...il tagliando...ma a quei tempi a S.Gregorio non c'era proprio fila...che amici intangenzialiti! Si dice tanto che ognuno spinga la sua barca...spero di averla buttata in mare.



